26 Agosto 2016

Terremoto: lettera aperta del sindaco di Alatri

In riferimento al dibattito aperto dalla proposta di alcuni Onorevoli deputati o senatori di devolvere il jackpot del super enalotto a favore dei terremotati emerge immediatamente l’impossibilità dell’operazione per difficoltà normative. Siamo alle solite, in un paese come l’Italia regolato ed impastoiato da migliaia di leggi, sarebbe paradossale se non si trovassero gli utili cavilli normativi per non fare una determinata cosa. Il paradosso diventa ancora più grottesco se si pensa che i beneficiari potrebbero essere le popolazioni ed i territori disastrati dal violento terremoto del reatino che ha prodotto numerose vittime umane e la distruzione più totale degli edifici.

Premesso che volendo si potrebbe trovare, anche in questo caso, qualche soluzione di compromesso dobbiamo desumere che lo stato non può rinunciare ai proventi del gioco d’azzardo, benché sia innegabile quanti danni produca tale dipendenza presso la nostra popolazione. Mi viene da riflettere se il danno derivante dal gioco, anche se invisibile, in assoluto non sia addirittura più grave e pesante per la Nazione, del danno prodotto da un sisma.

E visto che il sentimento della solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto è diffuso e radicato in tutto il territorio nazionale e in tutte le fasce della popolazione, sarebbe auspicabile un colpo di reni da parte di tutto il popolo italiano per riscattare il suo orgoglio e la sua dignità.

Tutti potremmo decidere di sacrificare la metà delle somme che quotidianamente o periodicamente destiniamo al gioco e al fumo per devolverlo in beneficienza a favore dei terremotati. Sarebbe un gesto nobile nei confronti dei bisognosi e darebbe modo a chi lo compie di dimostrare di non essere dipendente dalle cattive abitudini ma capace di decidere come spendere il proprio denaro.

Inoltre si potrebbe dimostrare che l’autorevolezza è ben più importante dell’autorità e non sempre chi ha autorità ha la necessaria autorevolezza per attivare quel virtuoso processo di consenso intorno alle sue proposte. Sarebbe un segnale di consapevolezza civile e di maturità che potrebbero dare tutti gli italiani, a partire da noi concittadini di Alatri, sempre capaci di grandi gesti di generosità e di fratellanza.

Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto e dintorni hanno bisogno urgente e ci aspettano, mentre il banco e il monopolio godono ottima salute e… possono aspettare!

Giuseppe MORINI – Sindaco di Alatri

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