16 Aprile 2021

Prezzi: consumatori contro industria alimentare. Quantità di prodotto ridotte nelle confezioni e costi packaging ecologici scaricati su utenti

Pratica “svuotacarrello”: a parità di spesa fino si acquista fino al -30% di prodotto. Parte campagna per informare i consumatori

Il fenomeno dello “consumerismo.it/tag/svuotacarrello”>svuotacarrello”

Consumatori contro l’industria alimentare per la vicenda degli aumenti occulti dei consumerismo.it/tag/prezzi”>prezzi al dettaglio. Un caso su cui ora l’associazione consumerismo.it/” target=”_blank” rel=”noopener noreferrer” data-saferedirecturl=”https://www.google.com/url?q=http://associazione.consumerismo.it&source=gmail&ust=1618659774076000&usg=AFQjCNE8LggR0VWG2Ic9ENaFfoJLy8ZKtA”>consumerismo.it/tag/consumerismo-no-profit”>Consumerismo No Profit , dopo aver inviato una segnaconsumerismo.it/tag/lazio”>lazione all’Antitrust, avvia una campagna informativa in tutta Italia per informare i consumatori e metterli in guardia dal fenomeno “consumerismo.it/tag/svuotacarrello”>svuotacarrello”.

La pratica svuota i carrelli del 30%

Al centro della vicenda – che è stata oggetto della puntata odierna di Mi Manda Raitre – la pratica sempre più diffusa, confermata anche dalle rilevazioni dell’Istat, di ridurre le quantità di prodotto contenute nelle confezioni di alimentari (dalla pasta al riso, passando per biscotti e surgelati) e di beni per la casa o l’igiene personale (carta igienica, dentifrici, shampoo, ecc.) venduti presso negozi e supermercati, mantenendo però inalterati i consumerismo.it/tag/prezzi”>prezzi al pubblico. Una prassi che inganna i consumatori, i quali non hanno la percezione di subire un aggravio di spesa, e svuota i carrelli anche del -30%, poiché a parità di spesa le quantità portate a casa sono inferiori – denuncia Consumerismo.

Inviata segnaconsumerismo.it/tag/lazio”>lazione ad Antitrust dopo rilevazioni Istat che registrano infconsumerismo.it/tag/lazio”>lazione “occulta”

Tale fenomeno crea una infconsumerismo.it/tag/lazio”>lazione “occulta”, giustificata dalle aziende con l’esigenza di garantire la salute dei consumatori riducendo le quantità di grassi e sali come imposto dall’Ue, e di sostenere il peso dei packaging ecologici, che hanno costi più elevati e finiscono per essere scaricati sugli utenti finali.
Un caso che finisce all’attenzione dell’Antitrust, cui Consumerismo ha inviato una segnaconsumerismo.it/tag/lazio”>lazione chiedendo di acquisire i dati dell’Istat e aprire una indagine per la possibile fattispecie di pratica commerciale scorretta, e che sarà oggetto di una campagna informativa a tappeto in tutta Italia, in cui verrà spiegato ai consumatori come difendersi dal fenomeno confrontando sempre i consumerismo.it/tag/prezzi”>prezzi al kg o al litro.

Fonte: Consumerismo