3 Marzo 2021

Energia, mercato libero scelto dal 56% delle famiglie: molti contratti estorti con l’inganno

Con Covid boom di venditori che propongono passaggio a mercato libero con pratiche aggressive e ingannevoli. Spesso convenienza promessa su bollette è inesistente

Sospendere vendite porta a porta fino a fine pandemia, aumentano rischio contagi

Una consistente fetta di famiglie che nel 2020 è passata al mercato libero dell’energia, lo ha fatto inconsapevolmente e attraverso contratti estorti in modo ingannevole o mediante pratiche e aggressive e scorrette. Lo denuncia CONSUMERISMO No Profit, commentando i numeri forniti oggi da Arera secondo cui a dicembre 2020 oltre il 56% delle famiglie avrebbe optato per il mercato libero.

Feramere il porta a porta

“In vista del passaggio obbligato al mercato libero dell’energia, solo da pochi giorni prorogato al 2023, si è assistito ad una proliferazione di società che, attraverso call center telefonici o venditori porta a porta, tentano di acquisire clienti, non sempre rispettando la legalità – spiega il presidente Luigi Gabriele – Il fenomeno si è accentuato con il Covid, grazie alla maggiore presenza di utenti in smartworking o che trascorrono tempo in casa, e si sono moltiplicati gli escamotage per concludere contratti di fornitura luce e gas, sfruttando la confusione in merito al passaggio al mercato libero dell’energia. Un fenomeno che potrebbe avere ripercussioni anche sul fronte dei contagi, come conseguenza dei contatti dei venditori con il pubblico, e per questo riteniamo che tali pratiche di vendita debbano essere sospese fino alla fine della pandemia”.

Non  sempre il libero conviene

“Non sempre poi il mercato libero conviene e le promesse di risparmio in bolletta corrispondono a realtà: spesso chi abbandona il mercato tutelato subisce un sensibile incremento delle tariffe, perché le offerte proposte dai venditori hanno una durata limitata nel tempo e quando scadono i consumatori pagano prezzi più alti, oppure si tratta di condizioni sottoposte a vincoli che vengono opportunamente occultati agli utenti” – conclude Gabriele.

Fonte: Consumerismo

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