2 Gennaio 2012

Crisi.Sindacati vs Provincia: Iannarilli risponde: “Non si esprimono sul vero problema del territorio: la mancanza di risorse”

Il presidente della Provincia di Frosinone Antonello Iannarilli risponde ai sindacati. Questi nella conferenza di fine  anno avevano rimarcato la drammaticità della crisi economica e occupazionale nella nostra provincia chiedendo un cambio di marcia per il 2012.

A loro Iannarilli adesso replica con una nota dura quanto lunga: ”Il sindacato, nella sua conferenza di fine anno, ha dipinto il quadro reale di un territorio in ginocchio da quasi ogni punto di vista. E ha ragione. Si rivolge soprattutto a me, come hanno sottolineato alcuni organi di stampa, quando chiede una svolta per il prossimo anno. Benissimo. Chiedo io ai sindacati chi altro, oltre a me e alla mia amministrazione, ha messo in campo in questo territorio delle consapevolezze seguite da proposte, vere e proprie battaglie per affermare il diritto a rilanciare, a poter pensare a un nuovo sviluppo. I sindacati dicano perché non si esprimono sul vero problema di questo territorio: la mancanza di risorse. Dicano perché non hanno sostenuto la battaglia contro la più clamorosa delle ingiustizie ai danni della nostra gente e dei nostri lavoratori: ottenere quel che ci spetta da una Regione anomala che ha al suo interno la Capitale. Ora, con Roma Capitale, questa faccenda è divenuto il vulnus di ogni snodo politico dei prossimi mesi, come avevamo ampiamente previsto. Vi abbiamo dimostrato, e sono conti non chiacchiere ne’ statistiche, conti reali basati su documenti, che a questo territorio vengono a mancare risorse per centinaia di milioni l’anno a causa dell’anomalia della Regione Lazio. Non basta, non più tardi di qualche mese fa, a Ferragosto, per l’esattezza, siamo stati noi a lanciare l’iniziativa verso tutte le forze e le rappresentanze di questo territorio per fare squadra e pensare al da farsi. Abbiamo iniziato il percorso per il Piano strategico, non facciamo che chiamare a raccolta. Non mi risulta che il sindacato abbia dato segni di vita neanche su questo.  Noi mettiamo la nostra faccia in battaglie vere per questo territorio e se non si è ancora capito per lo sviluppo del lavoro in questo territorio. Noi stiamo facendo il possibile e anche l’impossibile per ottenerle, il sindacato? Le esternazioni e gli attacchi da parte della triade, dunque, non mi meravigliano.

Per quanto riguarda lo specifico dei conti nell’Ente che amministro comprendo che non sanno di cosa parlano, credo che i sindacati abbiano il dovere, prima di esternare, di leggere almeno le varie relazioni della Ragioneria dello Stato e della Corte dei Conti, oppure affermino chiaramente che valgono solo le loro dichiarazioni e che quelle degli organismi di controllo dello Stato sono solo carta straccia o ammettano di non saperle leggere.
Noi, fino ad ora, non abbiamo fatto altro che mettere a posto i conti,cosa che ci chiedono tutti a tutti i livelli …, abbiamo combattuto lo sperpero di denaro pubblico, non abbiamo avallato assunzioni irregolari e con sistemi clientelari.
Le nostre risorse  sono ormai esigue ma abbiamo evitato, come accadeva in passato, di riservarle a pochi intimi a danno di tanti giovani privati addirittura del diritto di competere per quelle opportunità di lavoro.
Non mi sembra che il sindacato abbia mai difeso questo diritto nei meccanismi di assunzione negli enti pubblici. Perché il sindacato non dice che alla Provincia di Frosinone non era mai stato firmato il contratto dei lavoratori se non nel 2009, con la nostra amministrazione? Non mi pare di aver letto o ascoltato denunce per la stranezza di quelle prassi. Eppure sono loro che dovrebbero garantire i  lavoratori, anche con la firma di un contratto. Perché non dicono che in questo Ente il fondo per il personale era stato gonfiato senza nessun elemento normativo a supporto, con il loro silenzio che diventa complice e solo noi abbiamo avuto il coraggio di sanare le inadempienze che si trascinavano da anni? Noi possiamo dire di aver tutelato i lavoratori, non ricordo parole di soddisfazione  sulla stabilizzazione di centinaia di lavoratori di questo ente che noi abbiamo operato, non una parola sui cassintegrati che ora collaborano con le Procure, non una parola dei sindacati sui tanti giovani che hanno trovato lavoro con i progetti della formazione. Al contrario, ora il sindacato sollecita i ricorsi degli Lsu contro la pubblica amministrazione, nella speranza di mungere latte all’ente pubblico, invece di ringraziarci per la stabilizzazione, con il rischio di creare un danno economico per 3.600.000 euro.

Il sindacato si sente offeso, perché ho detto loro di andare a lavorare, risponde piccato: “non accettiamo lezioni di etica da chi vive di politica”. Bene, gli ricordo che, grazie a Dio, non ho mai vissuto solo di politica, ho sempre lavorato da quando avevo 12 anni e non ho mai vissuto alle spalle degli altri. Ancora oggi ho delle aziende e rischio del mio, come fanno tanti piccoli imprenditori della provincia, che si impegnano e spesso vedono andare in fumo tutto quello per cui hanno lavorato per decenni. Anche in questo caso non abbiamo mai sentito i sindacati a difesa delle aziende che, tra mille difficoltà, vanno avanti. La stessa libertà di critica che ha il sindacato, l’abbiamo anche noi, e io non ho nulla da temere, sono sempre stato uno che ha lavorato e anche gli incarichi politici li ho avuti dalla gente con la sua espressione di voto, che ringrazio, e la gente sa del mio impegno e della trasparenza nel fare politica con la libertà che mi contraddistingue.  Quindi non ritiro la mia affermazione anche perché se è giusto che a noi amministratori pubblici venga chiesto il conto del nostro operare è giusto che anche al sindacato venga chiesto il conto della loro opera in difesa dei lavoratori. Ci dimostrino cosa hanno saputo produrre in difesa dei lavoratori di questa provincia o quello che producono in un mese di lavoro nella aziende di provenienza, o se c’è qualcuno che abusa dei permessi.

Per quanto riguarda l’Agenzia di formazione, dal 2009, in campagna elettorale, abbiamo denunciato l’illegittimità dell’operato dell’ente senza che, mi pare, il sindacato l’abbia mai ravvisata. La cosa che mi stupisce, per modo di dire, è che il sindacato è esperto delle norme sul lavoro. Dunque conosce le norme elementari sulla  stabilizzazione del personale. Sa che noi non possiamo trasgredirle, anche perché abbiamo delle responsabilità patrimoniali, inoltre il sindacato sa benissimo  quanti debiti fuori bilancio ha prodotto l’Agenzia che dobbiamo pagare con spesa corrente della Provincia.

Visto il clima che si è creato, chiederò anche io un incontro al Prefetto per chiarire la storia della formazione, dove consegnerò tutti gli atti della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato per renderlo a conoscenza di tutto.

In conclusione dico che chi chiede l’unità d’intenti per il bene del nostro territorio non può dare sempre le colpe agli altri, senza mai apprezzarne l’iniziativa e addirittura negando l’evidenza dei fatti, del lavoro che noi amministratori svolgiamo assumendoci le nostre responsabilità. Non si riesce a vedere, invece, quelle dei sindacati…. Non è così che si crea la collaborazione. Io non ci sto a questo modo di fare, dannoso per la nostra provincia e lo combatterò con ogni mezzo. Parlando con la gente, dicendo la verità, come effettivamente stanno le cose. In questo momento credo che attaccare solo la parte politica per lavarsi le mani di tutto sia sbagliato, tutti abbiamo responsabilità e ne dobbiamo rispondere, anche il sindacato”.

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