lunedì 11 marzo 2013 redazione@alatri24.it

Sanità – Ospedale di Alatri: nasce “LINK” un collegamento tra i medici per guarire il prolasso e l’incontinenza urinaria

L’Italia è all’avanguardia nella lotta alle più diffuse patologie pelviche femminili – prolasso e incontinenza urinaria – e nell’attenzione verso la donna. Affidarsi alle terapie più innovative significa ritrovare l’integrità fisica e la femminilità

Che cos’è il progetto LINK   LINK, che in inglese significa collegamento,  è un’iniziativa patrocinata dalla Federazione Italiana Incontinenti  (Finco), il cui scopo è di mettere in contatto i centri che si occupano di uro-ginecologia chirurgica con gli specialisti urologi e ginecologi ambulatoriali che effettuano le visite e i centri ospedalieri che si occupano di uro-ginecologia chirurgica, e quindi anche con  le pazienti.  Una stretta collaborazione tra professionisti di alto livello per la sicurezza della donna che potrà ottenere tutte le informazioni che la riguardano attingendole da fonti qualificate e “collegate” tra loro. LINK crea un filo diretto tra il medico che ha formulato la diagnosi e chi interviene in sala operatoria, mantenendo la paziente al centro dell’attenzione anche dopo l’intervento.

Materiale informativo e Targa Link  Presso gli ambulatori che aderiscono a LINK, ai quali verrà conferita una targa di identificazione, sarà messo a disposizione materiale  informativo per la paziente al fine di informarla e sensibilizzarla sull’incontinenza, sul prolasso e sulle più aggiornate opportunità terapeutiche alle quali affidarsi, sulla riabilitazione, sui farmaci e sulla chirurgia

Il primo centro LINK  Il progetto LINK prenderà il via il 13 marzo con l’Ambulatorio di Uroginecologia dell’Ospedale San Benedetto di Alatri (Frosinone) diretto dalla dottoressa Antonietta Giuliani.  In quell’occasione verrà consegnata la targa identificativa e il materiale informativo studiato appositamente per le pazienti, mentre si terrà anche un incontro tra i vari interlocutori che prendono parte attiva al progetto LINK. Infatti, ad Alatri LINK ha messo in collegamento diretto la dottoressa Giuliani con professor Tommaso Brancato, Direttore U.O. Complessa di Urologia  dell’ Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale, al quale verranno affidate quelle pazienti che necessitano del trattamento chirurgico. Si tratta dunque di un modello integrato che esalta le competenze di ognuno al fine di raggiungere il massimo benessere della Donna, sia dal punto di vista fisico sia psicologico. Al primo centro LINK di Alatri ne seguiranno altri che coinvolgeranno ambulatori e consultori ASL  in tutta Italia .

La situazione Italiana oggi e la via innovativa di LINK “Prolasso e incontinenza” dice la dottoressa Giuliani, “sono patologie nascoste a causa di una scarsa informazione alle pazienti da parte dello specialista ambulatoriale  – ginecologo o urologo –  che spesso non è a conoscenza della metodiche di chirurgia pelvica che risolvono il problema e degli ospedali che li praticano quindi e dopo aver effettuato la diagnosi prescrive i pannoloni. Il progetto LINK creando un colegamento diretto tra i vari specialisti, consente di risolvere definitivamente prolasso e incontinenza grazie a innovative  tecniche chirurgiche minivasive di lifting uro-genitale che si effettuano in day hospital, in anestesia locale disponibili in molti ospedali della Penisola a totale dle Servizio Sanitario Nazionale e quiandi gratuite per la paziente” .  

Le tecniche chirurgiche mininvasive “L’ultima metodica mininvasiva di lifting genitale per il trattamento risolutivo del prolasso, continua l’esperta , si chiama Elevate e si avvale di una speciale rete in polipropilene, che, inserita per via vaginale, sostituisce il supporto originario danneggiato del pavimento pelvico (l’insieme di muscoli e legamenti che sostiene gli organi genitali). Rispetto agli interventi invasivi tradizionali, spesso associati all’asportazione dell’utero – l’isterectomia –  e gravati da recidive nel 20–30% dei casi (1 donna su 5 ripresenta il problema e deve subire un altro intervento ), Elevate spesso consente di non asportare l’utero quando questo è sano e perciò evita l’insorgere di problemi psicologici legati alla privazione di un organo collegato alla maternità e all’identità femminile. Presenta basso rischio di recidive  –  4%-, si  può effettuare in anestesia  spinale con una rapida ripresa. Tra le nuove tecniche  per l’incontinenza urinaria c’è Miniarc, con l’applicazione, sempre per via vaginale, di sling sottouretrale – una benderella in polipropilene (simile a quella usata nel prolasso) che posta sotto l’uretra ristabilisce il suo corretto funzionamento e il ripristino della normale continenza. I vantaggi delle nuove tecniche rispetto ai vecchi interventi invasivi sono l’efficacia del 90%, la brevità degli interventi (20-30 minuti in day hospital con anestesia locale o loco regionale) e i brevi tempi di recupero con un ritorno alle normali attività entro una settimana”.

Le patologie “Il prolasso genitale”, conclude la dottoressa Giuliani, “consiste nell’abbassamento dalla sede naturale e talvolta fuori dall’introito vaginale di una o più strutture pelviche – utero, vescica e retto. Spesso si associa all’incontinenza urinaria, cioè nella perdita involontaria di urina a seguito di un piccolo sforzo come un colpo di tosse o il sollevamento di una borsa. Le patologie sono causate principalmente da gravidanza, dal parto e dalle trasformazioni fisiologiche legate alla menopausa. Nonostante la loro diffusione e le pesanti ripercussioni sulla qualità di vita (con ansia, depressione, isolamento), sui rapporti sociali, sull’intesa di coppia e sulla sessualità, solo una minoranza di donne si rivolge al medico mentre le altre si rassegnano ai pannolini, peggiorando i disturbi. È molto frequente, infatti, riscontrare nelle donne con prolasso e incontinenza un atteggiamento di rassegnazione dovuto all’errata convinzione che a una certa età questi disturbi siano quasi normali. L’incontinenza urinaria e il prolasso genitale, da oggi grazie anche a LINK, si curano efficacemente. La donna ritrova così la sua integrità fisica e soprattutto la sua femminilità”.

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