martedì 4 Aprile 2017

Omicidio Morganti: aggiornamenti sulle indagini. La città reagisce alla gogna mediatica

Proseguono le indagini sull’efferato omicidio di Emanuele Morganti, il 20enne di Tecchiena pestato ferocemente nella notte tra venerdì 24 e Sabato 25 Marzo, deceduto la Domenica successiva presso il Policlinico Umberto I di Roma a causa delle gravissime ferite riportate a seguito dell’agressione.

Gli inquirenti stanno analizzando meticolosamente ogni particolare utile per ricostruire l’efferato massacro, per il quale finora sono finite in carcere due persone: Paolo Palmisani e Mario Castagnacci, 24 e 27 anni, attualmente rinchiusi in isolamento nel carcere di Regina Coeli.

Sotto la lente d’ingrandimento, anche il biglietto che sarebbe comparso sabato scorso sulla porta del Mirò, il locale del centro storico di Alatri nel quale Morganti stava trascorrendo la serata in compagnia della sua fidanzata. Questo il contenuto del testo: “Chi l’ha ferito non lo deve dire lui a noi. Siamo noi che dobbiamo andare a dire alla magistratura chi ammazzato quel ragazzo. E perché”.

Nel frattempo il padre di Mario Castagnacci, Franco, indagato per rissa, «vuol parlare con il pubblico ministero», scrive il quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi. A tal proposito, «Il suo legale, l’avvocato Marilena Colagiacomo, ha presentato una richiesta agli inquirenti». Lo stesso Castagnacci, aggiunge Ciociaria Oggi, sempre attraverso l’avvocato Colagiacomo riferisce «di un non coivolgimento del figlio in questa drammatica vicenda».

Secondo la mamma di Emanuele, l’efferato omicidio si sarebbe consumato per una vendetta. Scrive Raffaele Calcabrina su Ciociaria «Vendetta per avere Emanuele, in passato, difeso una ragazza dal gruppo di ragazzi che gliel’hanno giurata. E che, poi, quella notte hanno voluto fargli pagare lo sgarbo». Nelle ultime ore, inoltre, le forze dell’ordine hanno «ritirato i fucili da caccia ai familiari e ai più stretti conoscenti di Emanuele Morganti». Il provvedimento è stato adottato a scopo precauzionale. La notizia è stata riportata da Il Messaggero.

In tutto ciò, la città cerca di reagire con tutte le sue forze alla gogna mediatica. Per tutti ha parlato il presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo: «L’immagine della città di Alatri e del nostro territorio in generale che non è quella che purtroppo è stata raccontata. Alatri non è certo una città omertosa, non è una città dove l’illegalità la fa da padrona, dove il rispetto, la civile convivenza e la presenza delle istituzioni sono marginali. Alatri è una città dalla storia millenaria, di tradizioni e di cultura, una delle cittadine che rappresentano al meglio lo spirito di accoglienza, di generosità, di rispetto del popolo ciociaro».

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