L’appello dei lavoratori dello stabilimento Filette, senza stipendio e in sciopero

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Oreste Tronca.

«Da lunedì 11 Aprile 5 operai dello stabilimento di Guarcino dell’acqua filette sono in sciopero davanti ai cancelli dello stabilimento. Le motivazioni sono relative al mancato pagamento degli stipendi e a numerose mensilità arretrate di anni precedenti, ma non solo; sono anni che i lavoratori dello stabilimento di Guarcino chiedono pacificamente il rispetto dei loro diritti, sopratutto economici, visto che si tratta di tutti padri di famiglia.

Gli operai hanno tentato in tutti i modi di raggiungere un accordo, per il pagamento degli arretrati, bonariamente, invano; fino a quando, venerdì 8 aprile, non sono arrivate le lettere di licenziamento per due di loro, motivate ufficialmente come una riorganizzazione aziendale, ma che hanno tutto il sapore di una ritorsione per non aver accettato il volere dell’azienda, e di un avvertimento per gli altri rimasti in forza.

I due operai licenziati, tuttavia, hanno avuto l’appoggio dei tre colleghi rimasti in attività che hanno deciso di protestare per chiedere l’immediato reinserimento di tutte le unità. ”La produzione, al momento – ci hanno detto i 5- è ferma e 4 su 5 di noi hanno un’età che non consente di trovare un impiego alternativo. Siamo una piccola realtà ma abbiamo ognuno dietro una famiglia da sfamare”.

Purtroppo l’azienda, da parte sua, non ha reagito nel migliore dei modi, inviando ai 5 operai delle lettere di contestazione per assenza ingiustificata, quando in realtà gli stessi avevano prontamente e opportunamente comunicato, tramite il loro avvocato, che avrebbero iniziato lo sciopero e i relativi motivi. “Quello che avvilisce maggiormente di tutta questa situazione” dicono gli operai, “è la totale assenza e disinteresse, da parte dei politici di questo paese, in particolare del Sindaco, che in qualità di primo cittadino vicino alla popolazione avrebbe quantomeno dovuto ascoltare le nostre ragioni”.

Si chiedono, inoltre, se il Comune, in quanto concessionario della fonte non dovrebbe cercare di trovare una mediazione tra gli operai e l’azienda, e adottare tutte le misure necessarie alla tutela e al mantenimento dei posti di lavoro, e del buon nome del paese di Guarcino. Loro attendono pazienti, decisi a non mollare, ma disponibili ad un colloquio risolutivo».

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