Don Bruno, le malelingue e la frase “incriminata”: ricostruzione dell’accaduto

Bufera su don Bruno per la frase pronunciata domenica scorsa. I fedeli difendono il parroco puntando il dito sulle malelingue. Di seguito la ricostruzione dell’accaduto nell’articolo di Bruno Gatta pubblicato sul Quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi.

«Non si è fatta attendere la replica sulle affermazioni che sarebbero state proferite da don Bruno durante la messa celebrata il 13 maggio scorso, nel corso della festa della Madonna dell’Orto. Il sacerdote avrebbe detto che le bambine alcune volte possono diventare lo strumento del diavolo. Dal priore della Confraternita del – la Madonna dell’Orto arriva una precisazione. “Con sorpresa e rammarico ho letto l’articolo del 13 maggio scorso – spiega la signora Anna Campoli – in cui si riportava una mal interpretata frase del nostro parroco, delegato vescovile di tutte le Confraternite della Diocesi Anagni-Alatri, don Bruno.

Penso di poter parlare con cognizione di causa, dato che la frase stessa era indirizzata proprio a me ed in essa si chiedeva di lasciare che una bambina, mia nipote, andasse a spasso tranquillamente per la chiesa, durante la celebrazione della messa, basta che non si facesse male. Malauguratamente il sacerdote ha aggiunto scherzosamente che a volte i bambini vengono usati come strumento di distrazione durante le celebrazioni, ma bastava solo tenerli un pò d’occhio senza lasciarsi coinvolgere e distrarre più di tanto.

Questo è bastato per scatenare le malelingue. L’intenzione del parroco è stata completamente stravolta e strumentalizzata mentre si è approfittato dell’occasione per potergli rovesciare addosso la cosa. Nessuno in quel momento è rimasto annichilito né tantomeno si è apprestato ad uscire perché raccapricciato. Possono testimoniare la cosa tutti i fedeli presenti alla santa messa, sia all’interno che all’esterno della Chiesa.

Penso che qualcuno abbia deliberatamente tentato, per motivi suoi personali, che non sappiamo, di gettare fango su Don Bruno, che davvero non lo merita, dato l’impegno serio e cospicuo che profonde nell’esercizio del suo ministero, e sulla confraternita di cui egli è il primicerio e io il priore”. Anche il parroco don Bruno ha voluto dire la sua, specificando che non era sua intenzione tirare in ballo “il maligno” . Ma il sacerdote ha voluto smorzare la polemica cristianamente come conviene ad un uomo di chiesa».

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