martedì 7 aprile 2015 redazione@alatri24.it

Crescita esponenziale delle cremazioni in Ciociaria: numeri e previsioni

Crescono in modo esponenziale le richieste di cremazione nel comune di Alatri, a testimonianza del fatto che «dopo le recenti “aperture” della Conferenza Episcopale Italiana» anche molti cattolici stanno optando per un sistema che consente alle spoglie dell’essere umano di “tornare polvere” in un modo molto più veloce e soprattutto igienico. Nel 2009, spiega Pietro Antonucci su Ciociaria Oggi, le cremazioni furono solo due, mentre nel 2015 sono già più di dieci a soli tre mesi dall’inizio dell’anno.

La cremazione, tra l’altro,  ha un costo decisamente inferiore all’inumazione tradizionale: «alla tariffa della cremazione (si parte dai 300 euro) – si legge nell’articolo di Antonucci – occorre aggiungere l’importo dell’urna (dai 500 euro in su) più le spese per le pratiche amministrative: una sepoltura “classica” , invece, è molto più costosa: basti pensare al solo costo delle casse che arrivano a cifre piuttosto elevate a seconda dei materiali usati per la realizzazione». Tutto questo senza considerare i costi di realizzazione della tomba.

Da qualche anno poi, prosegue Antonucci, «è possibile conservare le ceneri in casa in particolari urne, o anche disperderle secondo le regole fissate dalla legge». Naturalmente si possono anche depositare in un cimitero, ciononostante un “fornetto” è ovviamente meno costoso di una tomba.

Il trend è decisamente in crescita, conclude Antonucci: Si prevede che nei prossimi anni le cremazioni arriveranno al 25/30% del totale, se non di più. Tale crescità sarà un problema se non si correrà ai ripari aumentando le strutture in grado di effettuare la cremazione. Attualmente, difatti, non ci sono forni in provincia di Frosinone: per onorare la richiesta del caro estinto bisogna andare a Roma o a Viterbo nel Lazio ed a Benevento in Campania.

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