venerdì 8 maggio 2015 redazione@alatri24.it

Alatri: chiarimenti di Mario Belli sulla “piccola bomba inesplosa”

La piccola bomba inesplosa, o quello che sembra essere solo una parte di essa, rinvenuta il nove aprile scorso, durante i tanto sospirati lavori del progetto dei “Contratti di Quartiere II” in via Urbano Sabellico, a distanza di un mese giace ancora all’interno dell’area delimitata ed il disagio dei residenti che attendono vanamente l’arrivo degli artificieri per la rimozione, aumenta.

L’amministrazione comunale ha più volte sollecitato gli enti preposti tramite l’assessore Massimiliano Fontana e il Sindaco che qualche giorno fa ha nuovamente sollecitato la Prefettura di Frosinone, ma senza esiti. E’ doveroso ricordare che l’ordigno si trova in pieno centro abitato, e che da un mese i lavori sono fermi con tutti i disagi connessi e gli oneri per l’ultimazione dell’opera, che faranno lievitare i costi della stessa a causa della possibile richiesta di penali per la forzata inattività da parte della ditta appaltante.

I rischi connessi alla presenza dell’ordigno, il disagio per il protrarsi dei lavori e la sola considerazione della possibilità di aggravio delle pubbliche spese, negli ultimi giorni ha letteralmente scatenato i cittadini , che hanno iniziato a bombardare di richieste l’Ente comunale.

A tale proposito abbiamo sentito l’assessore Mario Belli, che ha dichiarato: “Effettivamente il ritardo nella rimozione dell’ordigno sta creando non pochi problemi con la cittadinanza. L’amministrazione comunale ha immediatamente investito gli Enti preposti che sono stati continuamente sollecitati, anche formalmente, ma fino ad ora senza esiti. Sento comunque di poter tranquillizzare la popolazione, trattandosi di un piccolo ordigno – presumibilmente una parte di una granata da mortaio di piccole dimensioni – che è stato adeguatamente protetto ed i luoghi transennati vengono sorvegliati, anche se saltuariamente, dalle forze di polizia. Riguardo i ritardi e tutte le riserve espresse dalla cittadinanza mi sento di condividerle pienamente ed anche personalmente sono indignato per il ritardo che a mio giudizio è difficilmente giustificabile. Non mancheremo di sollecitare nuovamente la rimozione”.

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